Alienata e mentalmente instabile: il soggetto è incredibilmente volubile, capace di passare dalla follia sfrenata, all'isteria più completa, alla paranoia o istinti pericolosamente omicidi.
Tende a far fuoriuscire dalla bocca tutto quello che le passa nella testa, è logorroica ed eccentrica (anche egocentrica e con un senso dell'humor spesso incompreso).
Macabra. Pericolosamente ed inesorabilmente single. Quando si concentra su di una cosa, si fa prendere da fanatismo acuto e vi dedica anima e corpo...almeno fino a quando non cambia fissa. Viene spesso considerata una via di mezzo tra Ally McBeal, Dana Scully e una particella di sodio.
Interessi: Internet (la mia droga)
La scrittura (il mio sfogo)
La lettura (la mia salvezza)
Alanis (la mia dea)
I Complotti (la mia sindrome di Mulder)
Le Fisse (il mio pane)
Harry Potter (la mia croce)
Slytherin or Gryffindor?: SLYTHERIN
RULEZ!!!!!!
Personaggi che amo: Severus Snape (Il mio caro tesoro...perchè lo odiano
tutti? Non riescono a vedere quanto sia straordinario? E poi, senza rivelare
nulla, a tutto c'è una spiegazione e scommetto che sarà anche molto dolorosa, e
che il mio povero Sev avrà sofferto più di tutti...quasi quasi mi commuovo...che
quando ho finito il sesto avevo un groppo in gola...), Draco Malfoy (ma
che parte meschina che gli ha dato la Rowling nel Sesto, và. Mi ha completamente
rovinato la sua mascolinità), Minerva McGranitt (ma solo perchè sono
sicura che farò la sua fine, ed anche perchè mi fa pena in quanto insegnante
sottopagata e sfruttata. Basti pensare che col misero stipendio che ricevono,
Sev è costretto a vivere in un letamaio), Bellatrix Black, Tonks, Tom Riddle
( Non Voldemort. Non era un genio??? Peccato che si sia rovinato
strada facendo...ha perso gran parte della sua genialità), Luna Lovegood
(che è stata presa in giro da quell'orribile sciovinista che è
Potter-Il-Carciofo), Blaise Zabini e Theodore Nott (che è meglio se la
Rowl non me li tocca, o mi distruggerà l'immagine che ho di loro). Pix,
Lucius Malfoy (ma che burlone che è questo ragazzo!)
Personaggi che odio: HARRY POTTER (fondamentalmente è un idiota, e la cosa
mi irrita), James Potter (Buon sangue non mente...), Ginny Weasley (che col
tempo è diventata una battona), Cho Chang (certe buona abitudini non andrebbero
mai perse), Percy Weasley (essere viscido) Peter Minus (L'unico cattivo che non
sopporto...stupido bastardo), Hagrid (oh, mi dà sui nervi! Zotico
buzzurro) Silente (Approfittatore, Despota, Sfruttatore di Personale, e Causa Di
Tutte Le Disgrazie)
Libro Preferito: Il Sesto, al di là di ogni ragionevole dubbio.
Lotto Delle Morti: Ambo: Ronald Weasley (la mossa del Cavallo Non
mente) Remus Lupin (Per chiudere il ciclo)
Hola!
moon phases |
jumpOnBoard... in Somewhere Over The R...
jumpOnBoard... in Bah Hambug!
jumpOnBoard... in Bah Hambug!
jumpOnBoard... in Frosty The Snowman
jumpOnBoard... in Che tu Sia Maledetto...
jumpOnBoard... in YMCA
visitato *loading* volte
Nella stradina che porta alla Chiesa, di poco distante da dove abito io, c'era una casa diroccata davanti alla quale passavamo sempre con l'auto, quando mamma ci accompagnava a scuola. Dal tetto e dalla finestra di quella casa sporgevano, maestosi, i rami di un alto albero. Da piccola, passandoci davanti ogni mattina, mi piaceva fissare contenta quelle foglie; guardavo, dal finestrino, verso l'alto ed ero serena. Non mi facevo domande, semplicemente quell'albero era lì, ed io lo accoglievo con un sorriso. Successivamente, crescendo, il pensiero che un albero spuntasse dal tetto e dalla finestra di una casa non mi sembrava più tanto scontato. Cominciarono i perchè, perchè un albero cresceva lì? Non era normale, non era logico e pertanto impossibile,(si era nel periodo in cui si imparava cosa fosse la normalità, i primi rudimenti della razionalità logica.) eppure continuavo a fissarlo e a sollevare domande senza risposte. Poco dopo, smisi di guardare verso l'alto. Ad un tratto le cose che componevano il mondo si caricarono di interesse: il marciapiede, le persone, le case. E ancora, poi, smisi persino di sbirciare fuori dal finestrino per concentrarmi su me stessa, i problemi, le interrogazioni... In un primo momento, ricordavo cosa ci fosse di tanto interessante su nel cielo; poi il ricordo diventò come il fantasma sbiadito di un sogno, e poco alla volta mi convinsi che l'albero non ci fosse più. Certo, non che sollevassi lo sguardo per controllare, ma il semplice fatto che non mi scomodassi più a guardarlo, il semplice fatto che non potessi più vederlo, mi aveva fermamente convinto che l'avessero tagliato. Ben presto, addirittura, giunsi alla conclusione che la mia mente di bambina l'avesse immaginato, e che non fosse mai realmente esistito. Così andai avanti per qualche anno. Oramai, non passavo più per quella stradina, e se lo facevo ero sempre troppo occupata a rimurginare sulla devastante banalità della mia esistenza per preoccuparmi di guardarmi intorno.
Gli anni passarono, e lo stesso ricordo di quell'albero svanì. Almeno fino a quando, tornando a casa da scuola, questa buffa storia mi tornò alla mente. Ero appena arrivata alla conclusione di cui sopra, quando decisi che dovevo scoprire la fine di questa storia. Ero ormai sotto casa, e, improvvisamente, feci dietro front e mi diressi verso quella famosa strada. Nella mia mente sperai, pregai di ritrovarlo così come l'avevo lasciato tanti anni fa. Pochi minuti, e arrivai a destinazione. La casa era più cadente che mai, e i rami del mio albero erano spogli, ma ancora lì, che spuntavano fuori dalla finestra e dal tetto tesi verso il cielo. Ah! Non ero pazza, nè sciocca. Semplicemente distratta. Distratta dalle preoccupazioni, dalle ovvietà, dal mondo e dalla vita. Troppo distratta per guardare ancora verso il cielo. E per quanto quella casa fosse rovinata, e antica, continuava ad accogliere quei rami, e capii che forse non era l'albero a trovarsi dentro una casa, ma era la casa ad essere sostenuta intorno ad un albero. E così ricominciai a contemplare il cielo.
Tutto questo, siccome negli ultimi tempi sono assillata da irrisolte questioni filosofico-teologiche, ben presto si caricò di mistici significati secondari. L'epopea che racconta la storia d'amore tra Dio e l'Uomo. In un primo momento, l'uomo guarda verso l'alto e vede, sente Dio, e serenamente accoglie la sua esistenza. Giungono poi i dubbi, le domande che l'uomo si pone cercando di acquietare il dilagante senso di angoscia e smarrimento. Arriva il tempo della razionalità, dell'uomo che abbassa lo sguardo e guarda non più al divino, ma al terreno. Studia il mondo in cui vive, tenta di scoprirne il funzionamento, di tradurre il caos universale in un ordine per lui comprensibile. Ben presto, però, anche la natura perde d'interesse. Il vero soggetto da studiare, diviene l'uomo stesso, la sua natura, la sua interiorità, l'homo copula mundi. In questo periodo, tutto ciò che costituiva l'aldilà è presto dimenticato, poi considerato morto. Ucciso dall'uomo che ne ha dimenticato il significato e l'esistenza. Egli crede di non averne più bisogno e addirittura si convince che è ormai abbastanza maturo per accettare l'idea di aver creato Dio. Così, vive assillato dai suoi stessi problemi, dimenticando tutto il resto.
Ma se ci si prendesse la briga di controllare, se si riacquistasse il coraggio di ritornare alle origini, quando tutto era facile e difficile, misterioso e svelato allo stesso tempo, magari ci accorgeremmo che per quanto avessimo tentato di convincercene, Dio non se n'è mai andato, nè è mai stato ucciso. Forse ora è spogliato dai tanti fedeli, accolto da una casa in rovina, ma sorge sempre imponente e fiero, esile ed umile. E' anzi lui stesso che sostiene, con le sue radici, le fondamenta di questo mondo che crolla un po' ovunque, e continuerà a farlo perchè col tempo gli alberi non muoiono, ma si rafforzano. E, d'improvviso, il mondo intorno e dentro noi diventa più bello, più interessante, solo perchè sappiamo che, oltre a questo, c'è anche un mondo che si svela sulle nostre teste e, se vogliamo, possiamo ancora alzare lo sguardo e credere.
Scusate se oggi sono particolarmente pensierosa, e sparo azzardate e boriose teorie sull'esistenza di Dio. Non sono certo questioni di mia competenza, e forse non capisco proprio un bel nulla di certe cose. Quasi sicuramente ci sono uomini che hanno sviscerato sull'argomento questioni altamente superiori alla mia, e forse leggo nel semplice aneddoto della mia infanzia più di quanto non dovrei. Comunque, oggi mi sentivo un po' depressa, e si sa che quando sono depressa o sparo a raffica tanti insulti, o guardo Orgoglio e Pregiudizio, o mi faccio prendere da smanie filosofiche. Oh, beh. Il tempo della contemplazione è finito. Devo studiare (sigh) e non so nemmeno da cosa cominciare. Sono proprio una schiappa. Una schiappa sfigata.
Ciao ciao
Serena
Dovrei davvero smetterla di guardare Grey's Anatomy, visto e considerato che ogni episodio è una lancia in pieno petto. Meredith è una stronza. Ora, mio fratello mi ha regalato un adorabile calendario con Patrick Dempsey, e io lo amo profondamente (Patrick). E' davanti al letto, ed io mi volto e sorrido, perchè è assolutamente bellissimo. E quella stronza di Meredith lo tratta come una pezza da scarpe, lui soffre, io soffro. E' tutta una sofferenza, questa serie. Però, ovviamente, essendo io una masochista, non posso accettare che Derek si metta con un'altra, soprattutto NON con quella baldracca di Lexie Grey n.3. Senza contare che temo, temo, che Mark colpirà di nuovo e colpirà con Meredith. Il che è terribile. Terribile. Stupida Shonda. Eppure, eppure, devo ammettere che Private Practice non è male: è innocuo, niente colpi al cuore, simpatico da vedere, poco (praticamente Niente) sangue e una carina ma calma storia d'amore. Beh. Chi vivrà vedrà ( e se continua così, o morirò o smetterò di vedere).
Nel frattempo, sto leggendo un libro stupendo che ho paura di finire. Perchè so come finirà, e non voglio. Non voglio che finisca, che muoia, che come al solito tutto vada a puttane. Perchè è così che succede sempre, ed io sono stanca di questo tipo di finali. Che fine hanno fatto i classici Disney, tutti i vari Happy Ever After? Chi ha deciso, tutt'a un tratto che era banale? Che erano finali da quattro soldi? Dannazione. Il Lieto Fine è l'unica cosa che manda avanti la vita, l'unica cosa che ti fa continuare a vivere sperando che si avveri. Il finale tragico, beh, è un'ovvia conclusione della vita.
Ho appena realizzato che, al solito, sto buttando via il mio tempo, la mia vita, la mia salute, la mia felicità, la mia salute mentale e la mia istruzione in queste dannate feste natalizie. Ho bisogno di studiare. Dovrei. Ma ho mal di testa e poca forza di volontà. Quindi, non solo non studierò (il che causerà gravi problemi tra qualche settimana, facendomi cadere in grave depressione/psicomania-da-studio) ma il mal di testa aumenterà, ingrasserò, i brufoli si moltiplicheranno, diventerò più svogliata e triste. Che schifezza. Ho bisogno che qualcuno mi salvi. CHIUNQUE. Ma, soprattutto, ho bisogno di studiare fisica e filosofia. Dio. Non so niente.
Al momento, provo a fare la stupida mappa per arte, mentre mi faccio passare il mal di testa (ho bisogno di un'Oki...argh...odio le mie emicranie.) e aspetto che cominci un Medico in Famiglia (lo so, lo so. Triste. Tristissimo. Ma mi annoio. Meno male che il Sette ritorna Betty. ECOMODA. Aw. Grazie, Dio.)
Oh. Beh. Io vado a piangere nella mia morbosa depressione mielosa. Argh. Il libro triste non aiuta. Probabilmente, dopo, rileggerò anche Bridget Jones. Giusto Per.
Ciao ciao
Serena
PS: I miei genitori non hanno ancora parlato con Tania e/o Filomenta. Molto MALE. Oddio. Lucia, non puoi abbandonarci, devi venire con noi a Londra a tutti i costi. Non posso sopportare l'idea che lei non venga. Ha sognato con noi, ci tiene, e deve esserci. Sua madre non può farle questo. Perfida. Più di mia madre. E ho detto tutto.
Inizio a credere che la depressione sia contagiosa. Ieri, magia delle magie, sorpresa delle sorprese, incubo che supera tutti gli incubi, un vero e proprio Nightmare Before Christmas insomma (che battuta lame), è TORNATA LA LANZA.
Quando siamo saliti (in ritardo, ovviamente) la classe era buia. Abbiamo pensato si fosse appostata nell'oscurità per poi ucciderci tutti con un'accetta. Io ne ero convinta, perchè ovviamente una pseudo-depressa odia tutti coloro che sprigionano amore e felicità natalizia, ed io ero vestita da Babbo Natale, per Diana! Però lei non era lì. No. Era rintanata nella saletta della bidella, davanti alla stufa, sorseggiando camomilla e facendo l'addolorata da sceneggiata Napoletana, e tutti i prof che la consolavano (prof che fino a ieri le parlavano dietro gettandole maledizioni).
Poi, come un Papa sul letto di morte, ci ha mandato a chiamare in gruppi per sussurrarci le sue ultime volontà. "Brave, ragazze, brave. State buoni, eh....aahh *sospiro depresso* Buon Natale, eh".
Tsk. Quante mosse. Sarà che sta malissimo, ma nel frattempo ha avuto il tempo di farsi la tinta ai capelli (mentre io no) di farsi la piastra (mentre io no) di truccarsi (mentre io no) di dimagrire (mentre io no) e di fare shopping natalizio (mentre io no) e di farsi i conti di come guadagnare soldi alle spese del lavoro altrui (mentre io no). In definitiva, credo proprio stia meglio di me!
Nel frattempo, non si sa perchè, anche la prof di filosofia era tutta abbattuta, ed io appena tornata da scuola mi sono sentita depressissima e lo sono ancora. Sigh. Non credevo fosse possibile. Ma in realtà mi mancherà non andare a scuola per due settimane. Mi mancheranno tutti. In poche parole, la mia vita senza scuola e senza amici non ha senso. Sigh.
Oggi, poi, sono andata a fare le ultime spese natalizie. Ero proprio di cattivo umore. Non so perchè. Ahhh. Speriamo di andare all'Ice Park. In caso contrario, non so se sopravviverò alle vacanze.
Al momento, in cucina c'è mia nonna che sodomizza un pollo con la mano. Eeeek. Un pollo che ovviamente non mangerò. Poverino. Mia mamma l'ha comprato, uccizo, sgozzato, spennato e ora nonna gli sta strappando via le interiora. Inutile dire che c'è una puzza incredibile. E che non entrerò in cucina per un secolo, anche se ho sete (non ho intenzione di vedere il cadavere). Voglio proprio vedere chi avrà il coraggio di mangiarselo. Quelle due sono assassine.
Vedi, gli amici si vedono nel momento del bisogno. Concita è stata un sacco supportive per quel fatto di latino, e Maria è l'unica che mi abbia dato soddisfazioni per quel fatto del concorso.
Betty è finito ieri. Adoro il finale. Adoro Armando. Armando! E dal SETTE Gennaio, ovvero 24 ore dopo l'uscita di HP, inizia ECOMODA. Che bello. Bello. Bello!! Oddio, non vedo l'ora che finiscano queste vacanze (sono blasfema, lo so).
Ho vinto il cesto dell'AVON!! Non avevo mai vinto nulla in vita mia. Sono proprio contenta....bwhahah. Che bello. Che bello! VIVA ANNA!!!
Ciao ciao
E, se non dovessimo risentirci, Buon Natale!
Serena
Porco Mondo.
Cazzo.
Cazzo.
Cazzo.
Scusate la scurrilità, ma CAZZO!!!!
Non ci posso credere che quel coglione del professore mi ha messo 6!!! Non ho MAI preso SEI in vita MIA! Cazzone. Lo so, lo so che solo nello scorso post avevo detto che non era poi tanto male. Beh. Mi sbagliavo. Perchè in realtà è un grande stronzo con la faccia di cazzo. Toh. Se ci ripenso mi viene da prenderlo a pugni. E dire che per domani volevo anche studiare. Col cazzo che studio.
Oddio. Non credo di aver mai usato tante parolaccie in un post o in vita mia in generale. Non credo sia umanamente possibile utilizzare la parola "cazzo" tante volte. Forse bisognerebbe anche aggiungere qualche "bastardo" in più, ma a ben pensarci "bastardo" è troppo affettuoso (dal momento che mi riporta alla mente il mio amato maritino nella fic Lamentations of a Starry-Eyed Twit), dunque...
Comunque sia, niente di nuovo a parte il mio comprensibile cattivo umore...meno male che c'è ancora matematica a darmi soddisfazioni nella vita! Al compito di Goniometria ho preso 9 e a quello di Geometria Analitica 8. Ah. Già mi sento meglio. Che il latino possa bruciare all'inferno perennemente squartato dalle bocche di Lucifero in persona!
Uhm. No. Non ci siamo. Non sono per niente in spirito natalizio. Dovrei essere ricolma d'amore, gentilezza e speranza. Perchè quest'anno il mio consueto spirito natalizio tarda ad arrivare? Perchè?? Sto scaricando migliaia di canzoni di natale con la speranza che, unite ad un po' di film e cioccolata calda, possano aiutarmi a "ricominciare a credere nella magia del natale" ma ho i miei seri dubbi. Se qualcuno lassù mi sta ascoltando, questo è il momento buono per mandarmi qualche fantasma di Natale, qualche folletto, fatina, giocattolo parlante, cagnolino ferito, bambino depresso, Santa Clause, parenti vari di Santa Clause, un biglietto per il Polo Nord o qualcosa del genere. No, perchè altrimenti non so che ne sarà di me.
Vabbeh, và. E' meglio andare, invece di continuare a scrivere baggianate (da notare il cambiamento di tono: ho sostituito "stronzate" con "baggianate" per abbassare il livello di volgarità di questo post)
Ciao ciao
Serena
Non avevo mai realizzato, sino ad oggi, quando con orrore ho avuto una sorprendete rivelazione, cosa significasse YMCA. Davvero. E dire che è una di quelle canzoni che mi costringe a ballare orribilmente (e aggiungerei pateticamente) persino in mezzo alla strada. Comunque. Volete sapere che significa? Ho bisogno di comunicarlo al mondo. Ooohhhhddioddioddio. YOUNG MEN'S CHRISTIAN ASSOCIATION...bwhahahahha.
Continuando sulla scia delle mie pessime e vergognose scelte musicali...stavo ascoltando "Tanti Auguri" di Raffaella Carrà, e, tutt'a un tratto, credo che sia diventata una delle canzoni simbolo della mia vita. Avete presente, quando una canzone rievoca ricordi felici? Ricordo ancora quando in gita ci mettemmo tutti a cantarla in mezzo alla piazza e poi, in una allegra conga, entrammo tutti in quel karaoke-bar. A volte mi sento davvero come una vecchiarella che non fa altro che rievocare ricordi passati, di quando tutti ci volevamo bene ed eravamo felici.
Sigh. E' Natale, porco Silente, e credo di essere sempre meno buona. Voglio dire, io a volte mi convinco di essere uno stinco di santo, e vorrei davvero esserlo. Solo che il male non può essere evitato; non per scadere nel banale, o in un'orribile fanfiction su Draco Mangiamorte, ma il male è una parte di noi sempre presente ed ogni nostra azione, per quanto possa sembrare innocente, a volte è così piena di male che neanche ce ne accorgiamo; è come se volesse prepotentemente sfuggirci. Non mi piace. Non mi piace per niente quando mi accorgo di aver fatto una cosa con quel pizzico di bastarda cattiveria che però non è divertente nè dignitosa, ma solo...squallida.
Dico questo perchè sono ancora particolarmente scossa dalla litigata dell'altro giorno. Quando in classe litighiamo mi sento sempre una merda per una settimana. E anche se non sono coinvolta nella rissa, mi sento ancora peggio avvertendo tutto il rancore dei miei compagni. E' disgustoso. Il professore aveva così tanto ragione: ad un certo punto non si parlava nemmeno più dell'interrogazione di chimica, erano diventati tutti attacchi frontali frutto di vendette personali. E anche se non si facevano nomi, o non si accusava nessuno direttamente, potevi vedere le freccie svolazzare per l'aula e colpire con precisione il bersaglio.
Personalmente, una volta tanto, ero d'accordo col Professore e, anche se non m'è piaciuto per niente il modo in cui ha trattato Anna, che poverina non se lo meritava (lei è la persona MENO cattiva che possa mai immaginare), ha detto tutte cose vere. Mi sono quasi spaventata quando Valentina ha iniziato ad urlare. Mi ha sorpreso, perchè non credo di averla mai vista veramente arrabbiata in questi anni. E non credo di aver mai visto tanta rabbia in vita mia. Anche se non ero la diretta interessata, in quel momento mi sono sentita quasi male e se ci ripenso mi si chiude lo stomaco. Era furiosa. Arrabbiata. Ferita. Probabilmente ha anche sbagliato a prendersela con quella violenza, anche perchè sembrava avesse la coda di paglia (nessuno, almeno credo, ce l'aveva con lei: tanto più che non si è mai sottratta all'interrogazione di chimica nè ha mai fatto assenze in quei giorni) e per quanto quelle accuse fossero decisamente gratuite e probabilmente dirette a lei ma per altri motivi, doveva passarci su e non dare a vedere che ci teneva. Per una volta che è dalla parte della ragione! Ora, se stavamo parlando d'inglese o fisica è un altro discorso. Comunque. Passiamo avanti.
Sono arriivata Terza a quel concorso di scrittura creativa in lingua inglese a cui avevo partecipato. Quando ho avuto la notizia sono stata contentissima, me lo ricordo bene, avevo un sorrisone stampato in faccia. Poi, però, come al solito mia madre, mio fratello, i miei cosiddetti amici mi hanno talmente mortificata che ora avrei preferito non partecipare proprio. Come se il terzo posto su 200 partecipanti fosse da merdine. Mia madre che si mette ad offendere i primi due, facendomi chiaramente capire che avrebbe preferito, come al solito, una vittoria schiacciante e che se non ce l'ho fatta è perchè i giudici non capiscono niente (ma non sa che è lei a non capirci niente, perchè dicendo questo mi fa sentire sempre peggio). Mio fratello che dice che il vocabolario che ho vinto fa schifo e non perde occasione per ripeterlo. I miei amici che se ne sono altamente fregati, e nessuno, NESSUNO, ha pensato di farmi compagnia alla premiazione quando io gioisco per loro quando gli succede qualcosa di bello. Davvero, avrei preferito non partecipare.
Ecco. E ora sono di cattivo umore. E ho sonno. E fame. E mal di gola. E la Lanza torna. Dannazione.
E' stata una bruttissima notizia, visto e considerando che adoravo la nuova prof di italiano. Era così brava, spiegava benissimo, era gentile e si ricordava il mio nome. E quello di latino, beh. Non saprei. Certo, mi sarei tenuta più volentieri Maiorano (
) anche se questo ha un modo interessantissimo di spiegare; però, sarà che mi sta un po' antipatico a pelle (per quanto rimanga affascinata dalle spiegazioni di letteratura perchè, ammettiamolo, è preparato ed interessante) sarà che la grammatica non la sa, sarà che credo di stargli sulle palle, sarà che è grasso e veste male...bah. Certo, alla Lanza preferisco lui. Questo è chiaro.
Non che abbia qualcosa contro di lei.
Bwhahahha.
Ok, questa era grossa. Ho tutto un palazzo di cose contro di lei. Innanzitutto, l'anno scorso mi ha trattato male senza motivo e per questo non avrà mai il mio perdono. Poi è pazza, esaurita e al verde, per tanto si vendicherà su noi povere anime innocenti di studenti ignoranti. La gente pazza come lei, che ha proprio il certificato di depressione/pazzaria incorniciato e appeso in salotto (proprio sotto la cassetta della posta) non dovrebbe essere messa ad insegnare. Ci rovinerà. E poi mi fa paura. Potrebbe venire a scuola imbottita di esplosivo e farci morire tutti. E comunque non m'è mai piaciuta nemmeno come insegnante. Sigh. Bastarda. Non poteva rimanersi a casa col gatto, il postino e l'imbianchino?
Indovinate? Vabbeh. Ve lo dico lo stesso. Mi sono rifissata con Betty. Oh, ti prego fai che mandino ECOMODA!!! La settimana prossima ri-finisce ed io voglio vedere le puntate nuove! Ieri era la puntata della dichiarazione d'amore. Come fa quella ottusa donna a non svenire ai suoi piedi e sposarselo all'istante? Dopo quella dichiarazione. Dio, me la dovevo registrare. "Non posso offrirti il paradiso. Da un lato la Luna di Cartahena che giace sul mare, dall'altro la fredda luna di Bogotà. Che in fondo è la stessa luna, la stessa che ha ispirato tanti poeti, la stessa che ci bastava per amarci, tra quelle quattro gelide pareti, che però erano il nostro paradiso. Non possiamo offrirti il mare, il sole, la spiaggia. Ma possiamo offrirti il nostro amore, quello delle impiegate, dei dirigenti, il mio. Ti amo.". Più o meno. Ma il senso è quello. Lo amo. Che uomo. Però, io dico. Perchè non si è picchiato con Michelle? Voglio dire, da parte sua è stato intelligente, lo so. Ma che diamine! Una scazzottata per la SUA donna ci voleva!
Vabbeh, è meglio se vado a dormire. Altrimenti come faccio a distribuire volantini, domani? A parte il fatto che probabilmente dopo mezz'ora di volantinaggio o me ne torno a casa o mi ritroveranno congelata sul marciapiede. Non lo so. Bah.
Ciao ciao
Serena
PS: Tania è QUI!! Gioia e Gaudio, il mio sogno diventa sempre più possibile...spero solo che vada tutto bene il 20 all'incontro scuola/famiglia...
Meno 20 giorni al Natale.
Ed è sempre più difficile essere buoni. Essenzialmente tutta la facciata serpeverdesca che mi sono sempre costruita era una burla. Immaginavo di essere una gran bastarda, una malefica stronza. E che soddisfazioni che mi ha dato questo falso personaggio. Se non fosse che è stato proprio falso. Sigh. In realtà (e se qualcosa di tutto questo dovesse lasciare questa pagina web la mia vendetta non si farà attendere) sono molto più simile ad una sciocca sciocca tassorosso, per essere gentili e harripotteriani.
La verità è che anche se è da stamattina che mi lamento e mi stresso perchè devo fare da buona e paziente infermierina a tutti (ieri ho passato la metà del mio tempo a telefono a fare matematica e/o inglese, a fare i compiti di letteratura per mia cugina, a scrivere dei servizi per mio padre a computer) credo di essere un po' come il Dottor Cocks. Voglio dire, l'altro giorno si lamentava perchè non aveva mai nemmeno 20 minuti per se stesso, ma, in realtà, gli piaceva che gli altri avessero bisogno di lui. Perchè nessuno continua a fare una cosa se proprio non gli va. A meno che non ci sia qualcuno che ti punti un fucile alla tempia, o minacci di buttare la tua famiglia nella gola di un vulcano ecc. But Still. Ok, ok. Dunque, forse, mi fa piacere aiutare le persone. Anche se mi lamento, mi stresso ecc. segretamente mi fa piacere. Lo ammetto.
Però, forse, mi farebbe più piacere se le suddette persone si ricordassero di me non solo nel momento di loro bisogno, ma sempre. Mi fa male vedere che se ne fregano di me quando non hanno niente da fare, e poi vengono a piangere sulle mie spalle quando gli fa comodo. Per carità. Abbiamo appurato che sono stupida, e li aiuterei comunque. Solo....non lo so, mi fa sentire triste. E sfruttata. Presa in giro. Bah.
Argh! Grosso problema Londinese. Ora tutto è nelle mani di Maria e di Tania. Se Tania non viene, sono spacciata. Perchè o c'è una guida (e mamma mi manda, ma le mie amiche non vogliono venire) o non c'è (ed io rimango a casa, mentre loro vanno -_- sigh) oppure potrebbe esserci Tania, che fa felice tutti, è la mia luce, la stella più luminosa del firmamento ed io l'amerei e l'adorerei per tutti i giorni della mia permanenza a Londra. E le comprerò anche un regalo col mio primo stipendio. Ti prego, Ti prego, fa che venga. FA CHE VENGA!!
Ok. Uhm. Tra un'ora e quattro minuti devo essere fuori scuola. Perciò, vado a ripetere un po' di trigoniometria (oggi compito...hurrà....aaaaahhhhh). Oddio. Ho bisogno di parecchio aiuto in questo periodo. Ti prego, aiutami tu.
Ti prego.
Serena-Sempre-Più-Depressa
PS: quanto più che oggi devo andare a quello stupido corso per animatori...se poi pensate che gli animatori sono sempre stati il mio nemico più grande, che avrei voluto vederli friggere tra le lugubri cucine del McDonald, che li ho torturati, ignorati, insultati per anni....beh....cosa non si fa per soldi.
Il temuto giorno è giunto. Sto vivendo le mie ultime 12 ore di libertà. Onestamente, non so so domani avrò la forza di svegliarmi al solito orario (5.45 del mattino, quasi tre ore prima della campanella).
Ho provato a distrarmi, ma tutto ciò che vorrei fare è urlare a squarciagola. Si sente che sta cominciando. E' la classica situazione da repressione emotiva, mista a nervosismo, ansia e rabbia repressa (di solito nei confronti di me stessa). Comunque, quest'anno è leggermente diverso. Perchè? Beh. Perchè ho (finalmente) deciso che NON ME NE FREGA UNA MAZZA.
Voglio dire, sì, per me la scuola è ancora la priorità numero uno, e la cosa non cambierà. Il problema è che spenderò già parecchie ore, nel corso dell'anno scolastico, in questa situazione emotiva, a maciullarmi sui libri e nella continua certezza di non essere pronta. Ma ora sono in estate. Per altre 12 ore. Dunque, l'estate è fatta per riposarsi. E, devo aggiungere, mi sono anche riposata abbastanza. Da domani, niente più internet, film o tv. Ma per altre 12 ore no. No. Al diavolo.
Sì, la mia mente ragiona così. Ma provate a spiegarlo al mio stomaco, nella classica formazione da compito in classe (si contorce tutto. Stomaco traditore). Oddio. Oddioddioddioddio.
Ho comprato un nuovo paio di scarpe....TI SEMBRA IL MOMENTO DI PARLARE DI SCARPEE???
Scusate. La mia indole ottimista si è appena gettata da un ponte. Vado a studiare qualcosa.
Ciao ciao (addio per sempre)
Serena
PS: avevo fatto anche un'interessante scoperta su Harry Potter, Aristotele e l' Etica Nicomachea. Ma ora non ho il tempo di parlarne. Se sopravvivo, me la conservo per sabato prossimo.
Oddio. Oddio. Oddio.
Solito mantra pre-scolastico. Al solito, l'ansia non si fa desiderare. Eccola qui, in tutto il suo splendore. Tanto che mi ha costretto a darmi alle pulizie. Non c'è niente da fare, se sono nervosa, preoccupata o quant'altro, non posso fare a meno di pulire, spolverare, lavare, spazzare, riordinare, aggiustare. Ed ora, come al solito, data la mia allergia alla polvere, ho gli occhi gonfi, la gola rossa e niente più voce. E pensare che l'apice della mia depressione ansiosa si verificherà intorno a Domenica. Oh, che bella la vita.
Ho provato a pensare ad HP, per distrarmi. Col risultato che (sorpresa sorpresa!) non ci riesco. Sigh. Odio questo periodo dell'anno.
Ho ritrovato un vecchio diario, di sette anni fa. Era abbastanza esilarante, devo dire. E' uno di quei "Diari degli Amici" in cui tu ed i tuoi amici compilate stupide schede su quello che vi piace, non vi piace, i vostri desideri, i vostri hobbies ecc. Si è scoperto che i miei desideri erano:
a) Vincere la medaglia d'oro alle olimpiadi di Ginnastica Artistica (bei tempi, in cui non ero una sfaticata sedentaria e andavo in palestra cinque giorni a settimana)
b) Vincere il premio nobel per il giornalismo (sorvoliamo sul fatto che non esiste...)
c) Essere magica (e non avevo letto ancora HP!)
d) Che Linfa e Tonio cartonio si mettano insieme (qui, ho aspirato troppo...)
Mio fratello è stato molto più chiaro. Alla domanda "Cosa vuoi fare da grande" ha risposto "Cacca" (già...sospetto che, a sette anni di distanza, risponderebbe ancora la stessa cosa). Ahh. Beata ggggiuoventù. Quante cose avevo dimenticato! Che mi piaceva Bennato, me lo ricordavo. Ma il mitico MJ della Mondadori, il mio alter-ego Giuliermina Hermion Smith, Dawson's Creek, Linfa e Tonio...li avevo del tutto rimossi. O quando avevo 11 anni e mi firmavo Minerva McGranitt, Maria era Sibilla e Giulia Voldy! Ahhh...ancora, il mitico Giuseppe Maria, gli incantesimi metereologici con la porporina (una volta, ho fatto spuntare il sole), il Prof Pulcrano (che all'inizio identificavamo con Piton, avendo le stesse iniziali SP) la MAESTRA WANDA, il Libro (nel 2000 il TR, mitica associazione di cui io e Maria eravamo le fondatrici, voleva pubblicare un libro, ovvero IL LIBRO. Ci sono una decina di capitoli, tra l'altro io li trovo ancora divertenti...un po' stupidi...un po' sailormoonistici...grotteschi, in cui il vilipedio è di casa...ma carini).
Non posso davvero crederci. Quest'anno diventerò maggiorenne. Eppure, tutte le cretinaggini che facevamo da piccole, mi sembrano così vicine e così lontane. Al tempo in cui compilavo quel diario, vedevo la me stessa di 18 anni come una donna figa, super sicura di sè, intelligente, quasi onniscente, bellissima, altissima, perfetta. Ora ho 18 anni, sono alta uguale, peso 20 chili in più, ho i brufoli, devo mettere gli occhiali quando leggo, ho ancora la solita treccia, sono quel che più lontano c'è dal 'sicura di sè', non sono cool, nemmeno onniscente. Sicuramente, la mia me di 10 anni sarebbe delusa. Però, una cosa l'ho indovinata. Ora so come va a finire Harry Potter! La mia me di 11 anni mi venererebbe come una dea. AHAHHAHAHAH.
Che tristezza.
Ho fatto spese per la scuola. E ho comprato 2 borselli. Dio, non so proprio come buttarli i soldi. Faccio una lista:
1) Numero imprecisato di quaderni di marca (è una droga, li vorresti tutti, tutti...non so nemmeno come usarli...)
2)Borsello Peloso della Diddle e Borsello della Disney con l'asino di Winnie The Pooh
3) Un cassino
4) Due penne pelose
5) Un temperamatite a Forma di Rana
6) L'ennesimo raccoglitore
7) Una borsa di Hello Kitty! marrone e rosa
8) Il Diario di Snoopy
9) Un enorme pupazzo nuovo comprato al Disney Store: l'Efelante che ho chiamato Shep (in onore ai miei due Shep preferiti: il bellissimo Dottor Stranamore e L'Imperatore di LOST)
Tutto sommato, l'acquisto di cui vado più fiera è il cassino. Vi immaginate? Avrò un cassino personale. Mwhahahaha.
Ok, mettiamo fine alla mia dose di cazzate quotidiana.
Sev, ti amo.
Ciao ciao
Ieri ho visto il pezzotto gallese di X-Files. Ricordava vagamente quei pessimi film di fantascienza degli anni 20-30; la regia, invece, poteva comodamente essere attribuita agli autori della Squadra. Il titolo di questa copia, è Torchwood: Una banda di sfigati, che non lavorano precisamente per il governo ma quasi, che indaga sugli alieni e viene chiamata in casi strani e misteriosi. Non ho capito precisamente cosa ci fanno con gli alieni arrestati, Però so che gli fregano la tecnologia e la usano per rimorchiare. Il figone capo (Mulder Cardiffano) è un immortale mentalmente alienato (ah!) che adesca la tipa scettica, di Scotland Yard. Lei prima indaga su Mulder, perchè pensa sia losco, ma poi si lascia convincere dal suo fascino magnetico e decide di lavorare con lui (ceeeeerto, tutti sappiamo che lo fa solo perchè le interessa il lavoro...) Intanto, è fidanzata con un grassone noioso e casalingo (è da un sacco che nel loro letto non c'è azione, perciò la cerca da Mulder Cardiffano). Bwhahah. Nella seconda puntata, ci sarà un alieno sesso-dipendente. Ajajajajaj.
Passando ad altro, oggi ho visto Final Destination 2: devo ammetterlo, è sicuramente migliore del primo (non per niente, hanno cambiato regista) e poi mi piaceva il nuovo protagonista maschile *_*
Mh. Chi dovesse leggere questo blog potrebbe pensare che sono romanticamente frustrata perennemente maschio-arrapata, alla ricerca di omaccioni. Mh. No, no. Non vi preoccupate. E' solo che ci si fa caso ai bei ragazzi, e certo un film diventa più piacevole se c'è qualcuno come David Duchovny che decide di togliersi la camicia, o Colin Firth che si getta in un lago per placare i roventi spiriti. Ahhh.
Oh, beh. Al momento mi sto dedicando alla traduzione di Lamentation of A Starry Eyed Twit, è un'impresa epica e affascinante. Magari un giorno riuscirò a portarla a termine.
Disney Channel è il MALE. Mio fratello ormai è stato catturato, ma io tenterò di resesitetrgli. Solo ieri abbiamo visto DUE film, uno di una stramba scuola di Super Eroi e un altro con London Tipton che faceva l'adolescente destinata a salvare il mondo dal male con un vestito di raso rosa, senza, per altro, rovinarsi a pettinatura o sporcare il vestito. Adoro la Disney. Solo lei può darti prodotti tanto buonisti banali eppure piacevoli da guardare. Sigh.
Ok, ora vado a studiare (argh!)
Serena
Cazzo. Avevo scritto un mega post. No, non è vero. Sono solo pigra. Era molto breve. Ma odio così tanto ripetermi. Stupido, stupido computer.
Oggi ho visto Final Destination 1. Niente di che, il solito teen-horror vagamente scadente (c'era Stiffler! E Nikki di Heroes!) anche se a tratti esilarante. Per esempio, la professoressa muore in maniera straordinaria: il suo computer esplode, ed un pezzo le trancia la gola; tutta insanguinata striscia fino alla cucina, lasciandosi dietro una scia insanguinata che prende fuoco, raggiunge la vodka e tutta la cucina va in fiamme. La prof cade per terra, dissanguata E arrostita, MA ancora viva. Fa per prendere una pezza, ma l'intero set di coltelli le infilza il petto ma, dato che non moriva ancora, le cade addosso la sedia per inficcare meglio i coltelli e, per sicurezza, siccome il gas era aperto, la casa esplode. Bwhaha.
Comunque, nel cast c'era anche Jack di Dawson's Creek. E, come ogni volta che vedo Jack, m'è venuta in mente quella scena in cui Dawson, il giorno del suo compleanno, completamente fradicio, dice a Jack "Ora In ora Out, Ora In ora Out, In-Out, In-Out".
E stasera ho visto In and Out. Con il mitico Kevin Kline, Matt Dillon, Tom Selleck, l'attrice che fa la tata pazza nella Famiglia Addams e nientepopodimeno che Clair di Six Feet Under!
Comunque, In and Out è un film stupendo. Oddio, un tantino il classico outing dell'insegnante gay che sta per sposarsi, ma a suo tempo non era tanto classico. E poi, se fossi un uomo e fossi stata baciata da quel giornalista figone (Tom Selleck mi ha sempre lasciata indifferente quando portava i baffi e le ray-ban in Magnum P.I., ma nel ruolo di giornalista gay e senza baffi, fa la sua porca figura) anche io diventerei gay. Bellissima la scena in cui Kevin ballava sulle note di "I will Survive".
Ora, a parte la classica depressione "panico totale comincia la scuola Dio ce ne scampi tutti", non c'è nulla di nuovo. Perdonate la sconclusionatezza del post, ma sono un tantino confusa.
Ultima Parte!
Passai le dita attraverso i soffici capelli di Jamie, fingendo di cercare qualcosa "Aha!" dissi "Credo di averne trovato uno."
"Fa vedere! Fa vedere!". Jamie mi saltellava in grembo, impaziente, e non era precisamente la cosa più piacevole del mondo, considerando che stava diventando piuttosto pesante per essere un bambino di quattro anni.
"Vuoi che te lo strappi via? Farà male", lo avvertii. Riuscivo a vedere il sorriso di Ginny, mentre mescolava ai fornelli qualcosa dal profumino delizioso.
"Okay", disse Jamie, quasi impercettibilmente.
"Lo farò molto velocemente", dissi e tirai via un capello.
Jamie si grattò la testa, dopo di che si girò verso di me tirandosi sulla ginocchia (ancora in braccio a me). Gli mostrai il capello, tenendoglielo fisso di fronte. Strinse gli occhi, per osservare meglio. "Vedi? Decisamente: rosa"
"Non mi sembra rosa", constatò, suonando incerto.
"Beh, però ha senso. Pensa ai capelli di tua madre, e poi a quelli di tuo padre. Quando con le tempere mescoli quei colori, non esce rosa? E' solo una questione di tempo, prima che tutti i tuoi capelli diventino di un acceso color rosa"
"No! Mamma, io non voglio i capelli rosa!" strillò Jamie, colpendomi sul naso.
"Niente mani!" urlò Ginny.
"Owww" biascicai, trattenendo a malapena parole che le orecchie di un bambino non dovrebbero sentire.
Jamie iniziò a piangere. "Mi prenderanno tutti in giro!"
"Zio Ron sta solo scherzando, tesoro" disse Ginny, guardandomi esasperato. Oh, certo. Anche lei si stava divertendo come tutti, ma ora era colpa mia.
"Mi stai facendo uno scherzo, zio?" Jamie mi guardò con quei suoi occhioni grigi, ora pieni di lacrime. Mi sentii alle corde.
"Ovviamente. Nessuno dei miei nipoti se ne andrà in giro con i capelli rosa" dissi burbero, e gli occhi di Jamie si asciugarono all'istante.
"Ho fame" annunciò.
"Ai vostri ordini, altezza. Il pranzo sarà servito a momenti" disse Ginny, portando gli occhi al cielo.
"Mamma prepara un'ottima zuppa di pomodoro", mi confidò Jame, saltando via dal mio grembo per poi sedersi al suo posto.
"E' perchè uso i pomodori freschi del nostro orto, non è vero tesoro?" disse Ginny, riponendo una piccola scodella fumante davanti a Jamie, e due più grandi davanti a noi. "E' meglio se ci soffi un po' sopra; scotta"
"Oh, non scotterà più quando avrò finito di sistemarla" pigolò allegramente Jamie.
"Sistemarla?" fu la mia muta domanda. Lei indicò Jamie, e notai che il bambino stava immergendo nella zuppa, con abbondanti cucchiaiate, del formaggio grattugiato. Dopo di che afferrò dei cracker, e li sminuzzò per poi farli cadere a loro volta nel piatto. Mescolò il tutto fino a quando non ne aveva creato una massa omogenea.
Ginny si accomodò, preparando la sua salsa in maniera simile. Io la preferivo semplice. Era davvero la più deliziosa zuppa di pomodoro che avessi mai assaggiato. "E' grandiosa, Gin"
"Oddio - mi sono dimenticata il pane nel forno!" si mosse, con la chiara intenzione di alzarsi ma le intimai di star ferma.
"Sei sul punto di cacciar fuori quel bambino da un momento all'altro" dissi "Lo prendo io". Ginny mi guardò male, come, d'altronde, fa con tutti quelli che osano alludere al fatto che sembra portarsi dietro un enorme pallone da spiaggia, non un bambino. Non ricordo che con Jamie fosse diventata così grossa.
"Ti starebbe proprio bene, se lo facessi" disse "Scommetto che non avresti la più pallida idea di cosa fare"
"Chiamerei Malfoy, ovviamente" dissi, posando il pane sul ripiano e tagliandolo.
"Perchè, così sareste in due a correre in giro, senza la più pallida idea di cosa fare?" ridacchiò lei.
Portai il pane a tavola. "Malfoy ha esperienza. L'ha già fatto una volta"
"Burro", disse Jamie, masticando zuppa, formaggio e crackers.
"Che fine hanno fatto le buone maniere?" lo rimproverò Ginny "Non parlare a bocca piena, e chiedi "per favore" quando vuoi qualcosa"
Jamie mandò giù il boccone, poi disse "Burro, per favore"
"Draco è stato completamente inutile, la volta scorsa", riprese Ginny "Era più spaventato di quanto non fossi io"
"Sai, son momenti che mettono a dura prova i nervi di un uomo" feci sulla difensiva.
Portai il burro a tavola, e Ginny ne spalmò un po' su una fetta di pane per il figlio. Mangiammo in confortevole silenzio fino a quando i piatti furono vuoti. Jamie se ne andò a giocare, mentre io aiutai Ginny a sparecchiare.
"Quando torna Malfoy?" chiesi
"Stasera", rispose Ginny, massaggiandosi la schiena. "E' stato via per più di una settimana. Mi manca"
"Non vi siete mai sentiti?" esclamai, piuttosto sorpreso.
"Sì, ci sentiamo via camino ogni sera, ma non è la stessa cosa. E' diverso quando lui è qui e può..." Ginny parve ricordare improvvisamente con chi stesse parlando, e si fermò, mentre le sue guance si coloravano di un tenue rosa. "Comunque sia, tornerà stasera", rispose spicciola, ma il suo volto era luminoso. "Ora, devo lavare i piatti"
"Non possono occuparsene gli elfi domestici?". Mi ci era voluto un po' per abituarmi all'idea che mia sorella avesse della servitù, ma tutto sommato ero felice che ci fosse qualcuno che l'aiutasse a prendersi cura della casa, specialmente nelle sue condizioni.
"Non mi dispiace farlo da me" disse, sorridendo "Ma non dirlo a Draco"
Pulii ancora un po' i piatti e lucidai il tavolo. La spazzatura finì nel cestino, e, come d'impulso, presi, dalla tasca, il malconcio pezzo di pergamena che ormai mi portavo dietro da anni. Lo aprii, osservando l'ultima frase. Come al solito, mi donò un sorriso facendomi sentire meglio, proprio come aveva detto Hermione. Ovviamente, non avrei dovuto dubitarne; lei non sbagliava mai.
Ed, essendo Hermione, probabilmente sapeva anche che, un giorno, non ne avrei più avuto bisogno. Osservai, da sopra la spalla, mia sorella: stava sorridendo, e canticchiava tra se e se mentre sciacquava i piatti. Gettai la pergamena nel cestino, insieme alle bucce di pomodoro, alle croste di pane che Jamie non aveva voluto mangiare, e ai resti del formaggio.
Perchè Sono Contento che Ginny esca con Draco Malfoy
1. Quando Grifondoro sconfiggerà Serpeverde nella prima partita dell'anno, Malfoy sarà umiliato non solo di fronte alla sua Casa (come ogni anno), ma anche di fronte alla sua ragazza. Ginny perderà il rispetto nei suoi confronti e lo mollerà.
2. Possiamo infastidire Malfoy con nuove, interessanti iniziative e lui non potrà reagire se vuole rimanere nelle grazie di Ginny.
3. Dovrà rendersi ridicolo a San Valentino per essere ciccio puccioso come tutti i ragazzi che vogliono far felice la propria piccioncina, o subirne le conseguenze in caso contrario.
4. Alla fine, si lasceranno.
5. Malfoy la rende felice.
Ieri ho fatto l'ennesimo test di HP. Lo so, è decisamente nocivo per la mia salute mentale. E so anche di prenderli troppo seriamente (di solito imbroglio ai test, ma questi sono sacri). Dopo tutto, non è forse sacro il vincolo del mio matrimonio con Severus, sancito proprio da uno di questi test da ormai due anni?
Dunque, stavo facendo il test "Quale membro della famiglia Black sei" e chi mi esce? BELLATRIX BLACK. Ora. Onestamente. Zia Bella? ZIA BELLA?? Come, come è possibile? Non ho niente contro la cara donna, ma...ma...la cosa peggiore, è che quando (ancora sconvolta) me lo sono fatto sfuggire con mio fratello, lui mi ha risposto
- Bellatrix Lastrange? Spietata, vendicativa, psicotica e un po' stronza? Bwhahah
Inizia a ridere come un deficiente. Lo prendo a calci fino ad un altra stanza. Posso ancora sentirlo ridere fuori al giardino. Urgh. Dunque, ora sono Sposata con il Defunto-ancora-Vergine Severus e sono Bellatrix Black in Lastrange. Mh. No, non va. Ammetto che Tom Riddle da giovane è un gran figone, ma i pelati dalla pelle verde marciume cadente e senza naso non mi attizzano. No. E poi, dai, è da un sacco di anni che ho smesso di torturare mia cugina!
Oggi, sfidando le intemperie, sono andata a Carife (paesello sperduto nell'Avellinese, definito anche Lande Desolate; è il Paese che ha dato i Natali a mia nonna, vi lascio immaginare). L'idea generale, che mi ero scioccamente messa in testa, era quella di passeggiare amorevolmente per i boschi con aria assorta e passo elegante, stile Lizzie Bennet (ovviamente, mi rendo conto che non avrei mai incontrato Colin Firth tra gli Ulivi, ma non si sa mai). Ah, sciocca sciocca me. Sono rimasta un'ora intera bloccata sulla piattaforma in cemento, terrorizzata. Ero assalita da vespe, formiche e cavallette. E' stato orribile. Sono un caso disperato di insettofobia. Meno male che, alla fine, i miei genitori si sono ricordati di me e sono venuti a salvarmi. Sono patetica.
Da questa avventura abbiamo imparato due grandi lezioni. Prima: Lizzie Bennet passeggiava in speciali campi a prova di insetto e fango, che erano infestati solo da ricchi maschioni. Seconda: NON urlare a squarciagola in una foresta popolata da cacciatori, che per lo spavento potrebbero (quasi) ucciderti (hanno colpito un povero, povero uccellino. Odio i Cacciatori).
Volevo anche visitare lo stupendo cimitero della città, ma non c'è stato il tempo. Ci sono stata una sola volta, e non potete immaginare lo splendore. E' un cimitero antico, ormai in disuso. Si trova lontano dal paese, immerso in una foresta di cipressi. Purtroppo è stato danneggiato dal terremoto dell'Ottanta, e la maggior parte delle tombe sono crollate, rivelando le ossa dei corpi. Al centro troneggia un'enorme croce in marmo nero. E' vagamente inquietante.
Ed ora, terzo e penultimo capitolo della stupenda fic di Sarea Okelani che, ricordo, ho solo avuto il piacere di tradurre.
_-_-_
Devo confessarlo: di tutte le ragioni che avevo trovato per essere felice della relazione tra Ginny e Malfoy, la numero quattro era sempre stata la mia preferita. Mi piaceva perchè non ammetteva compromessi. Era Così sicura. Sembrava una conclusione inevitabile. La numero quattro aveva resistito quando le altre erano crollate, come uomini esposti al vento gelido della steppa. La numero quattro era la mia roccia.
Quindi potete immaginare il mio dolore, quando fui costretto a cacciare la piuma e barrarla come le altre prima di lei.
Perchè Sono Contento che Ginny esca con Draco Malfoy
1. Quando Grifondoro sconfiggerà Serpeverde nella prima partita dell'anno, Malfoy sarà umiliato non solo di fronte alla sua Casa (come ogni anno), ma anche di fronte alla sua ragazza. Ginny perderà il rispetto nei suoi confronti e lo mollerà.
2. Possiamo infastidire Malfoy con nuove, interessanti iniziative e lui non potrà reagire se vuole rimanere nelle grazie di Ginny.
3. Dovrà rendersi ridicolo a San Valentino per essere ciccio puccioso come tutti i ragazzi che vogliono far felice la propria piccioncina, o subirne le conseguenze in caso contrario.
4. Alla fine, si lasceranno.
5. Mh. Non riesco a trovarne altre, ma son sicuro che prima o poi mi verrà in mente.
Lavanda disse che era stato uno dei più bei matrimoni al quale avesse mai assistito. La cerimonia aveva preso luogo in uno dei giardini di rose di Malfoy, e la sposa era a piedi nudi. Mamma piangeva come una fontana, e non era l'unica. Voglio dire, cosa rende donne e matrimoni come una valle di lacrime? Se solo stessero piangendo per la ragione a causa della quale IO avrei pianto, se fossi il tipo di uomo che piange ai matrimoni. Ma no. Loro erano felici.
Persino Harry ed Hermione, i traditori, avevano accolto Malfoy a braccia aperte.
"E' ovvio che lui la AMA, Ron" disse Hermione, con esasperazione "Non credi che sia ora di accettarlo?"
"Quello che non posso accettare," dissi (piuttosto drammaticamente) "è che tu mi abbia mentito"
"Ti ho mentito?" ripetè Hermione, sembrando piuttosto sorpresa "Quando? Oh. Senti, quando ho detto che credevo che Ginny fosse ancora vergine, e non era ipocrita indossare l'abito bianco..."
"Non quello!" l'interruppi, a mia volta esasperato. Non ero tanto ottuso. Ginny e Malfoy avevano vissuto insieme per quasi due anni. Benchè coltivassi l'idea che si augurassero la buona notte con un casto bacio, per poi ritirarsi in camere separate ogni sera, non ci credevo veramente. Beh, qualche volta, forse, ma solo per il bene della mia salute mentale. "Intendevo, questo!" e, così dicendo, cacciai un logoro pezzo di pergamena.
"E cosa dovrebbe essere, di grazia?". Hermione me lo strappò di mano. I suoi occhi lo osservarono attentamente, mentre incrociavo con le braccia con indignazione. E poi fece qualcosa che mi sorprese. Rise. "Oh, Ron" disse, asciugandosi le lacrime agli occhi con un fazzoletto.
"Che c'è?" domandai. "Me l'hai detto tu, Hermione. Avevi detto che se scrivevo tutto, mi avrebbe fatto sentire meglio. Beh, non mi sento per niente meglio! Quando le prime tre non funzionarono, non persi la speranza. Avevo la numero quattro. La numero quattro mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili. Ed ora, anche lei mi ha abbandonato!"
"Beh" disse Hermione, ripiegando attentamente la pergamena. Non rideva più. "Non ti ha davvero abbandonato. Solo un matrimonio su tre resiste al divorzio, in questi giorni e..."
Le lanciai un'occhiataccia. "Sono sposati adesso. E non ho intenzione di sperare che il matrimonio di mia sorella fallisca. Durante tutto questo tempo hanno avuto più di un'occasione per lasciarsi e, credimi, sarei stato felice come una pasqua, ma ora lui...è parte della famiglia" quasi mi strozzai nel pronunciarlo, ma intendevo davvero ciò che avevo detto.
"Oh, Ron" disse Hermione, questa volta trattenendo le lacrime. Mi gettò le braccia al collo, e potevo sentirla tirar su col naso. Persino Hermione stava piangendo. Vi dirò, c'è qualcosa di strano nei matrimoni. "Sono così contenta che tu dica questo"
"Su, su" tentai, imbarazzato. Dov'era Harry? Magari potevo provare ad appiopparla a lui.
Hermione tirò nuovamente su col naso, dopo di che si allontanò, con mio gran sollievo. I suoi occhi erano gonfi, ed il naso rosso. Chiaramente, avrei dovuto usare un Gratta e Netta sul mantello, prima di restituirlo al negozio. Intanto, Hermione rimise la pergamena ripiegata nella tasca del mio mantello.
"Hai ancora una ragione da eliminare", disse sorridendo. "Non sei mai riuscito a trovare la quinta"
"Non avevo bisogno della quinta ragione. Avevo la numero quattro" borbottai.
Lei sorrise, dandomi dei colpetti affettuosi sulla mano. "Credo che ti verrà in mente qualcosa. Ho fiducia in te"
Portai gli occhi al cielo, e mi misi in cerca di un bar. La numero quattro meritava un addio decente.
FINE TERZA PARTE
Ho pochissimo tempo, ma fatemi dire una cosa. Gioia e Gaudio. Finalmente Sky approda sulla sponde di casa Serena! Mwhahahah. Dopo anni di continue suppliche, mia madre si è piegata.
Adoro la mia famiglia, quando non assilla me. Quando tortura gli altri, devo dire, è particolarmente esilarante. Mi chiedo se ne dovrei fare una sorta di Truman Show. Dopo tutto, alla gente piacciono quei programmi in cui tutti si offendono e si lanciano pezzi di cena addosso. Mh.
Comunque, ora come ora sono indaffarata. Devo andare a casa di mia nonna per il suo onomastico. Lei è forse il mio unico parente sano di mente. Già già. L'altra mia (malefica) nonna è un essere Diabolico, direttamente dalla bocca dell'Inferno di Sunnyhell per annientarci tutti. L'adoro. Quando, come dicevo, non tortura me. Ha lo strano potere di offenderti e maciullarti anche quando tenta di farti dei complimenti ed essere gentile. Il che accade raramente, dato che di solito è odiosa e sgarbata. E urla ai ragazzini di stare fuori dal suo prato, se non vogliono essere sbranati vivi dai cani alsaziani. Oltre che una serie di spiacevoli aneddoti che non riporterò, per non segnare le vostre anime pie a vita.
Al momento, mi sto dedicando alla traduzione di una nuova fic (le storiche Lamentation! Impiegherò la mia intera esistenza per tradurre le 1000 pagine di fic...ma ne vale la pena). Ora vi posto la SECONDA PARTE di Why I'm Happy Ginny's Dating Draco Malfoy. Se vi siete persi la prima, prego visitare il post precedente! E non è l'ultima parte^^
_-_-_
Ok, quindi Ginny e Malfoy non si sarebbero lasciati per via di una stupida partita di Quiddich. Era abbastanza ovvio. L'ho preso in considerazione solo perchè mi aggrappavo a questa ingenua speranza che la loro non fosse una vera relazione. Era solo un incubo dal quale presto mi sarei svegliato. Era anche chiaro che Ginny non avrebbe mollato Malfoy solo perchè io volevo che accadesse. Se fosse successo (Merlino, ti prego), sarebbe stato a tempo debito.
Intanto, nulla mi vietava di divertirmi a spese di Malfoy. Dopo tutto, che male c'era?
Gli altri ragazzi di Grifondoro erano più che felici di aiutarmi. Beh, con un piccolo incentivo.
"Ginny!" esclamai, vedendola avvicinarsi "Da questa parte". Ero, con alcuni amici, di fronte all'Entrata della Sala Grande. Stavamo, appunto, per andare a pranzo.
"Ciao!" disse Ginny, procedendo lentamente verso di noi. Da quando Ginny cammina così lentamente? Potevo vedere la bocca aperta di Dean Thomas mentre osservava le lunghe e nude gambe di mia sorella. La gonna che stava indossando era indecente. Mi morsi la lingua, comunque, poichè questo non avrebbe mai funzionato se Ginny fosse stata in collera con me.
Non troppo gentilmente, diedi una gomitata nelle costole a Dean, che sospirò arcicontento. Non era mai uscito con Ginny, e tutti sospettavamo che avesse ancora un debole per lei. Quando, per la prima volta, Ginny mi aveva confessato, sul treno, tanti anni fa, di essere interessata a Dean sotto quel punto di vista, immediatamente feci in modo che Dean desistesse. Non ero sicuro che Ginny dicesse sul serio, ma per precauzione adempii ai miei doveri di fratello maggiore. Ed il risultato è stato che Dean non ha mai invitato Ginny ad un appuntamento e, ovviamente, mi pento amaramente di aver interferito. Almeno ora starebbe frequentando un tipo decente come Dean, invece di quel viscido, insopportabile—
"Ron?"
Forzai un sorriso "Sì, Gin?"
Ginny mi scrutò con un velo di curiosità "C'è qualcosa che non va? Sembri strano"
"Quindi, ovviamente, non c'è niente che non vada" ridacchiò Neville. Stava diventando sempre più sfacciato, quel Neville. Ma non abbastanza, poichè un'unica occhiataccia provocò un docile "Scusa Ron"
Non ebbi il tempo di replicare, poichè vidi avvicinarsi il nostro bersaglio. Immediatamente lanciai il segnale a Seamus. Lui annuì, avvicinandosi con cautela a Ginny, e fingendo di inciampare. Si aggrappò alla vita di mia sorella e lei squittì, aggrappandosi a sua volta alle spalle di Seamus per non cadere. "Ooops" esclamò Seamus, sorridendo "Chiedo perdono per la mia goffaggine, madamigella". Solo Finningam poteva uscirsene con qualcosa del genere - che poi era il motivo per il quale era stato scelto, dopo tutto.
Ginny non sospettava niente. "Tutto a posto, Seamus?" Non aveva ancora tolto il braccio dalla vita di Ginny, ma lei non sembrava preoccuparsene, essendo un gesto più amichevole che lascivo.
Era evidente dallo sguardo minaccioso stampato sul volto di Malfoy, mentre si avvicinava, che a lui importava. Non riuscivo a non ridacchiare
"Hey Malfoy" Lo accolsi giubilante. Potevo permettermi di essere generoso. L'avevo visto raramente così cinereo, con le labbra serrate in un espressione di disappunto.
Ginny si girò sorpresa, "Ciao Draco" disse radiante, sollevandosi per dargli un leggero bacio sulla guancia. La mascella di Malfoy tremava pericolosamente mentre osservava, di proposito, il braccio di Seamus, ma Ginny non sembrava accorgersene. Seamus, in ogni caso, se ne accorse ed, al primo sguardo, si allontanò bruscamente da Ginny. Senza aggiungere altro, Malfoy la trascinò verso la Sala Grande, dove senza dubbio si sarebbe seduta al tavolo di Serpeverde per imboccarlo, come spesso faceva. Urgh.
Riserbai una speciale occhiataccia a Seamus, lanciandogli il suo Galeone "Non che te lo sia meritato" borbottai
"Ehi, ho rischiato seriamente la vita, per te, e questo è tutto il ringraziamento che devo aspettarmi?" si lamentò "Quello che ho fatto valeva molto più di un misero galeone. Quando si tratta di infastidire Malfoy, lo sai, sono sempre disponibile ma ho avuto l'impressione che volesse magicamente staccarmi il braccio. All'istante"
"Ah, non avrebbe fatto nulla del genere", tentai di glissare, benchè non ne fossi proprio sicuro. Dopo tutto, chi meglio di me poteva sapere che Malfoy era in grado di compiere azioni davvero malefiche?
"Già, beh, la prossima volta lasciami fuori", disse Seamus intascando il Galeone e facendo spallucce "Non mi dispiace osservare, ma mi chiamo fuori dal gioco pratico"
Malfoy mise il broncio durante tutto il pranzo, sembrando particolarmente infastidito. Lui e Ginny lasciarono presto la sala. Mentre mi recavo alla lezione di Erbologia, notai che Ginny si precipitava fuori da un'aula vuota e sembrava più scomposta di quanto non fosse a pranzo. Due secondi dopo anche Malfoy uscì dalla suddetta aula, la cravatta di traverso e i suoi capelli, normalmente impeccabili, completamente arruffati. Aveva un sorrisetto compiaciuto stampato in faccia, e decisamente non sembrava più così infastidito.
Ecco, vedendolo quasi mi tornò su il pranzo. E mentre la Professoressa Sprite tirava avanti una noiosa litania sugli effetti delle foglie di Yewlus, io aggiornai la famosa pergamena.
Perchè Sono Contento che Ginny esca con Draco Malfoy
1. Quando Grifondoro sconfiggerà Serpeverde nella prima partita dell'anno, Malfoy sarà umiliato non solo di fronte alla sua Casa (come ogni anno), ma anche di fronte alla sua ragazza. Ginny perderà il rispetto nei suoi confronti e lo mollerà.
2. Possiamo infastidire Malfoy con nuove, interessanti iniziative e lui non potrà reagire se vuole rimanere nelle grazie di Ginny.
3. Dovrà rendersi ridicolo a San Valentino per essere ciccio puccioso come tutti i ragazzi che vogliono far felice la propria piccioncina, o subirne le conseguenze in caso contrario.
4. Alla fine, si lasceranno.
5. Mh. Non riesco a trovarne altre, ma son sicuro che prima o poi mi verrà in mente.
_-_-_
Il giorno temuto era arrivato.
"Felice San Valentino" disse allegramente Mandy Brocklehurst, saltandomi addosso e stampandomi un bacio sulle labbra.
"Er...yeah" dissi a malincuore. Odio questa festività; semplicemente non potevo mostrare entusiasmo per farfalle e cuoricini. Non c'era nessun'altro periodo dell'anno che, come San Valentino, dimostrasse quanto la rappresentanza maschile fosse deficiente. "Felice...ehr...beh, ecco è per te" e così dicendo le porsi una rosa. Io e Mandy ci frequentavamo da poco, quindi non era necessario donarle qualcosa di troppo spettacolare. Infatti, se lo avessi fatto, lei avrebbe creduto che volevo saltare le tappe e mi avrebbe mollato. Almeno, stando a quello che mi avevano suggerito le altre ragazze. Ero su un percorso minato. Un passo falso, e sarebbe stata la fine. Non mi sorprende che un quarto dei ragazzi abbiano preferito fingersi malati, invece che presentarsi in classe oggi.
"Adoro il rosa" esclamò Mandy, circondandomi con le braccia.
Wow. Mi aveva cucinato dei biscotti, che mi porse con un sorriso raggiante. Erano duri come rocce. Forse potevo usarli come fermacarte. Ficcai il pacchetto nella borsa, dicendole che li avrei assaporati quando sarei stato solo e avrei sentito la sua mancanza. La giornata procedeva splendidamente. Si stava dimostrando uno dei San Valentino meno imbarazzanti della mia vita.
Oltretutto, dovevamo aggiungere il piccolo piacere di vedere Malfoy rendersi ridicolo di fronte a tutta la scuola. O, in caso contrario, vedere Ginny che gli dava il ben servito. Una vittoria certa in entrambi i casi.
Tutto era possibile. Malfoy non dava l'impressione di essere uno di quelli che corteggiano le ragazze con le classiche serenate da San Valentino; o, comunque, non mi pareva di ricordare avesse fatto nulla del genere per le sue vecchie fiamme. Sicuramente a quelle Serpeverde andava bene l'idea che lui fosse il classico cattivo ragazzo, e così poteva fare quello che gli pareva. Ma Ginny non era certo una di quelle ragazze.
Non lo era, vero?
A cena, ogni ragazza era carica di regali di San Valentino. Avevo visto i miei poveri, tristi compagni rendersi ridicoli pur di compiacere le proprie valentine recitavano poesie, si mostravano felici quando ricevevano mutande con motivi a fiori e cuoricini, cantavano stupide canzoni d'amore e devozione. Tutti noi guardavamo i nostri orologi con disperata e crescente trepidazione. Avrebbe mai avuto fine questo giorno?
A differenza delle altre ragazze, Ginny non era carica di regali. I suoi capelli non erano pieni di cuori luccicanti. Sulle sue unghie non c'era smalto rosa, rosso e bianco. Nessuno le aveva cantato canzoni o recitato poesie. Per quello che ne sapevo, Malfoy si era comportato come al solito, ignorando bellamente la giornata. Insomma, non si era reso ridicolo come una scimmia in calore di fronte ai suoi pari, pur di conquistare l'amore della sua bella. Infatti, non era nemmeno in sala per cena.
Mi aspettavo di vedere Ginny nera di rabbia, come minimo. O delusa. O in un mare di lacrime. Invece sembrava raggiante. Non che avesse detto una parola, ma potevo vederlo chiaramente. E potevano anche le altre ragazze.
"Allora, Ginny, che ti ha preso Draco?" chiese Calì Patil. Lasciatevelo dire, solo una ragazza poteva uscirsene con questa disumana schiettezza e passarla liscia. Se avesse tentato un ragazzo, si sarebbe trovato con qualche organo vitale in meno, il giorno dopo.
"Un biglietto", rispose Ginny con aria sognante.
Un Biglietto? Un biglietto? Un misero, schifosissimo, semplice bigliettino e mia sorella aveva quella espressione? Era impazzita? Era sotto l'Imperius di Malfoy? Le sue aspirazioni erano tanto basse? Non credeva, forse, di meritare qualcosina in più?
Seamus, come gli altri ragazzi che assistevano allo spettacolino, non riuscì a sopportare oltre e disse in tono sarcastico "E cos'era, fatto d'oro?"
"No" rispose Gin con la stessa aria sognante. "Era solo il classico biglietto di San Valentino"
"Cosa diceva?" chiese, con un pizzico di impazienza, Susan Bones. E comunque che diavolo ci faceva Susan Bones al nostro tavolo? E fu così che mi resi conto che non solo Susan, ma molte ragazze delle altre Case erano state attirate dalla curiosità al nostro tavolo.
"
" C'era scritto - ha detto - quello" sussurò Ginny, per poi arrossire visibilmente.
Tutte le altre rimasero a bocca aperta dallo stupore. E tutti noi ragazzi ci guardavamo in faccia, completamente disorientati. Malfoy aveva detto...quello? Ovviamente, nessuno di noi aveva la benchè minima idea di cosa quello fosse, benchè fossimo infastiditi dal fatto che, apparentemente, questo magico quello era un segreto che Malfoy aveva gelosamente custodito, senza degnarsi di condividerlo col resto della popolazione maschile, il bastardo. Se l'era cavata mandando a Ginny un'inutile cartolina, l'aveva fatta sembrare come il gatto che ha mangiato il topo e ne aveva reso l'invidia di tutte le ragazze che la circondavano. Dopo la dichiarazione di Ginny, infatti, tutte le altre ragazze osservavano con occhio critico il loro look sbrilluccicoso, tutti i regali che gli erano stati donati, tutti gli sforzi che avevamo fatto per loro, e trovavano tutto assolutamente incomparabile.
"Posso vedere" chiese, trepidante, Mandy e la mia fronte produsse un sonoro SDANG! ment